Analisi di Scenario del Cessate il Fuoco a Gaza
Renovatio Imperii Intelligence ("RINT") - Report n. 001

Analisi di Scenario del Cessate il Fuoco a Gaza

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Editoriale di Samuele Vasapollo (Direttore di Renovatio Imperii Intelligence)

I grandi eventi politici che, negli ultimi cinque anni, hanno scosso il sistema internazionale, hanno avuto il merito di restituire alla materia delle Relazioni Internazionali una centralità da tempo perduta nel dibattito pubblico. L’onda lunga dello shock pandemico — generato tanto dagli effetti sanitari quanto dalle conseguenze politiche e macro-economiche del Covid-19 — insieme al ritorno della guerra convenzionale su larga scala in Europa e alla brutale riaccensione del conflitto israelo-palestinese, richiamano alla mente che, ad absurdo, il principio regolatore dei rapporti fra Stati resta l’anarchia.

Il volume Theory of International Politics (1979), con cui Kenneth Waltz presentò la teoria del realismo strutturale e i meccanismi fondamentali che governano le interazioni tra Stati, ha così riguadagnato nuova attenzione, nella misura in cui se ne è riscoperta la forza esplicativa in merito ai concetti di potere, rivalità e conflitto tra grandi potenze. Allo stesso modo, The Tragedy of Great Power Politics (2001), del celebre John J. Mearsheimer, è tornato a occupare le vetrine di numerose librerie specializzate, molti anni dopo la sua uscita, nel pieno della cosiddetta età unipolare.

La crescente instabilità e la rimodulazione degli equilibri di potenza su scala globale hanno suscitato un rinnovato interesse per il fatto politico-internazionale. Viceversa, negli ultimi trent’anni l’aspetto sistemico dei rapporti fra Stati era stato progressivamente espunto dall’equazione politica, complice la pace consolidatasi nel Global North. Questo ritorno di attenzione, tuttavia, non si è tradotto in un innalzamento della qualità né del dibattito pubblico né della produzione scritta in materia di analisi politica. Al contrario: insieme al riemergere della guerra nel vecchio continente, è riemersa anche una marcata incompetenza nell’analisi della politica internazionale e della politica estera.

La più ampia diffusione dell’interesse per la disciplina delle Relazioni Internazionali — fenomeno in sé positivo — ha generato un effetto uguale e contrario, e decisamente negativo: la comparsa di una classe di commentatori, analisti e divulgatori che, pur animati da grande entusiasmo, risultano evidentemente privi del bagaglio teorico e culturale necessario per partecipare a un dibattito che possa dirsi scientificamente fondato.

La molteplicità delle voci in circolazione ha prodotto un rumore confuso che andrebbe sostituito – grazie all’impegno congiunto di Stato, università e mezzi di comunicazione – da un’orchestra di specialisti dedicati all’analisi e alla consulenza sul rischio politico, senza per questo rinunciare al valore del dibattito e della dialettica sia in ambito governativo che accademico.

In materia di consulenza di rischio politico (in gergo anglosassone: risk management; risk consultancy), il filone più rilevante ai sensi delle decisioni in materia di politica estera, quando assunte da un governo, o  di business, quando assunte da un imprenditore e/o da un privato, è quello dell’intelligence previsionale. L’analisi di intelligence politica differisce dall’analisi teorica delle relazioni internazionali e dall’analisi della cronaca politica, assai spesso presentata come analisi geopolitica da chi non dispone delle conoscenze utili a distinguere l’insieme di queste discipine, per metodologia e per scopo.

L’analisi teorica delle relazioni internazionali è fondata esclusivamente sull’impianto formale della politica internazionale, ed ha lo scopo di cogliere gli elementi strutturali che determinano la tipologia e la qualità dei rapporti fra stati. D’altro canto, l’analisi della cronaca politica, parallela all’attività, nobilissima, del giornalismo internazionale, è fondata sugli aspetti immediatamente contingenti della realtà politica internazionale; essa ha quindi come protagonisti non assunti teorici, bensì eventi, personalità, dichiarazioni.

L’intelligence politica ha come finalità primaria l’informazione del decisore, qualunque ne sia la natura, e si fonda tanto sugli strumenti analitici propri della teoria delle relazioni internazionali quanto sul monitoraggio degli sviluppi politici ritenuti rilevanti per l’analisi in corso. Soprattutto, l’analisi di intelligence persegue la riduzione dell’incertezza informativa rispetto all’evoluzione futura — prossima o lontana — di eventi d’interesse per il decisore. Il suo obiettivo ultimo, pur variando in funzione della tipologia di indagine, è qualitativamente distinto: non si limita a spiegare gli eventi, ma ambisce anche ad anticiparli.

La conclusione della cosiddetta età unipolare — durante la quale gli Stati Uniti d’America hanno esercitato un dominio pressoché incontestato sul sistema politico internazionale — ha favorito la riemersione, ancorché per ora solo parziale, di un ordine multipolare, o, come preferisce definirlo l’autore di questo editoriale, “decentrato”. Mentre Washington si confronta con l’ascesa di un peer competitor, la Repubblica Popolare Cinese, la terza grande potenza del sistema, la Federazione Russa, tenta di inglobare una parte dell’Ucraina secondo la logica della sfera d’influenza. Parallelamente, numerose potenze di rango medio-grande — quali Brasile, India, Turchia, Iran e lo Stato d’Israele — sono progressivamente coinvolte, o rischiano di essere coinvolte, in conflitti a medio-bassa intensità, spinte dal crescente frazionamento del sistema internazionale e dalla necessità sempre più impellente di garantire da sè la tutela dei propri interessi politici, securitari, militari ed economici.

Nel quadro di cui si è accennato, nasce Renovatio Imperii Intelligence [“RINT“], sotto-dipartimento del già esistente Dipartimento di Geopolitica Imperii. Le attività di RINT sono dedicate all’analisi di intelligence politica, indirizzata tanto al grande pubblico quanto ai decisori che volessero dotarsi di un servizio di consulenza capace di tutelare i loro interessi dall’imprevedibilità del sistema politico internazionale. Il lavoro con cui inauguriamo le attività di RINT è un’analisi di intelligence previsionale relativa ai futuri futuribili del cessate il fuoco stipulato fra Hamas e Israele nell’ottobre 2025. Dalla tenuta di questo cessate il fuoco, anche sul piano nominale, dipende larga parte della stabilità politica levantina e quindi del “Mediterraneo allargato”, ivi inclusa l’Italia, la cui prosperità è legata in modo indissolubile a questo quadrante geografico dai tempi di Annibale e Scipione.

Buona lettura.