Caio Cornelio Gallo – Primo Prefetto d’Egitto
Caio Cornelio Gallo Prefetto d'Egitto

Caio Cornelio Gallo – Primo Prefetto d’Egitto

Origine e Ascesa di Caio Cornelio Gallo

Caio Cornelio Gallo è uno dei personaggi più importanti della classe dei cavalieri del I secolo a.C. Egli è espressione di quelle élite provinciali romanizzate le quali beneficiarono della politica di integrazione favorita da Giulio Cesare e che ottenuto lo status equestre ambirono alla carriera magistratuale.

Gallo nacque tra il 70 e il 69 a.C. a Forum Iulii, che secondo le ipotesi più accreditate sarebbe da identificare o con l’attuale Frejus o con l’odierna Voghera. Le ricchezze della sua famiglia gli consentirono di trasferirsi a Roma dove strinse importanti amicizie e conoscenze (Virgilio, Asinio Pollione, Cicerone).

A Roma Gallo divenne un intellettuale di riferimento e fu tra quei poeti i quali diedero nuovo impulso alla lirica latina potendo addirittura essere considerato dai contemporanei come il capostipite dell’elegia erotica. Della sua produzione artistica rimane ben poco: un pentametro tràdito da Vibio Sequestre (IV-V secolo d.C.); un pentametro e due epigrammi, ciascuno di due distici, presenti nel papiro di Qaṣr Ibrîm scoperto nel 1979.

Contemporaneamente Gallo si rese protagonista di una brillante carriera politica e militare. Tra il 42 e il 40 a.C., assieme ad Asinio Pollione ed Alfeno Varo, fece parte di una commissione di triumviri (triumviri agris dividendis) incaricati di confiscare e ridistribuire le terre della Gallia Transpadana in favore dei veterani di Filippi.

Se sino ad allora Gallo era stato vicino a Marco Antonio, dopo la battaglia di Perugia (41-40 a.C.) divenne uno dei più fidati collaboratori di Ottaviano occupandosi come præpositus ad exigendas pecunias della riscossione di una tassa straordinaria nelle città non sottoposte a confische. Combatté in Africa e poi in Egitto in qualità di ufficiale del genio (præfectus fabrum) concorrendo alla sconfitta di Antonio ad Azio (31 a.C.).

Dopo la caduta di Alessandria assunse l’incarico della custodia di Cleopatra prima che questa si suicidasse. Nel 30 a.C. venne nominato da Ottaviano præfectus Alexandreæ et Ægypti. In virtù della nuova nomina represse una rivolta nella Tebaide, penetrò in Nubia e siglò a Syene (Assuan) una pace con i Meroiti. La buona amministrazione della provincia gli procurò il favore della popolazione e la riconferma della prefettura da parte di Ottaviano.

Caduta in disgrazia e fine di Caio Cornelio Gallo

Tuttavia la situazione precipitò di colpo nel 27 a.C., allorché Gallo venne accusato di aver rivolto frasi ingiuriose nei confronti di Ottaviano e di aver cosparso l’Egitto di proprie effigi. Egli fu perciò richiamato a Roma dallo stesso Ottaviano, che lo interdì di ogni legame personale e politico (renunciatio amicitiæ) punendolo con l’esilio. Incriminato pubblicamente, venne consegnato al Senato e da questo processato. Alla disposizione della confisca dei beni seguì il suicidio di Gallo che avvenne nel 26 a.C.

Circa la prima accusa frutto della delazione di Valerio Largo la quale rientrava pienamente nell’ambito del reato di lesa maestà (crimen maiestatis), si propende a credere che Gallo non avesse condiviso l’impostazione diplomatica della questione partica successiva la battaglia di Carre (53 a.C.), lui che, nei frammenti in versi del papiro di Qaṣr Ibrîm, si dichiarava fautore di un’impresa bellica.

Sulla seconda accusa ci si può ricollegare alla stele di Phylæ (Jazirat Filah; CIL, III 14147, 5 = ILS 8995), un’iscrizione trilingue (geroglifico, greco e latino) che grazie al testo egizio si può datare al 17 aprile 29 a.C. Nello scritto epigrafico Gallo, pur avendo un potere politico che lo equiparasse ai governatori provinciali di rango senatorio (legati Augusti pro prætore), fece uso di componenti narrative, simbologie e canoni di autocelebrazione di esclusiva pertinenza della classe senatoria.

Nulla di superbo o vagamente eversivo se non fosse che nel gennaio del 27 a.C. Ottaviano rimise nelle mani del Senato i poteri straordinari conferitegli dalla massima assemblea sancendo così il ritorno al governo repubblicano (restitutio rei publicæ). Un Senato che in età triumvirale e postaziaca si era visto esautorato del controllo di molte province e delle relative competenze politico-militari nonché del diritto esclusivo di impiego di strategie auto-rappresentative per fini politici e istituzionali che con riluttanza dovette condividere con gli equites.

Dunque l’atteggiamento di Gallo si scontrava con la politica ottavianea di compromesso col Senato. Il prefetto d’Egitto dovette essere ridimensionato nelle sue ambizioni e risultò sacrificabile sia in un’ottica di conformità al mos maiorum, ossia al formale rispetto delle prerogative dell’aristocrazia senatoria, sia in un’ottica di concordia tra la nobilitas e la fazione equestre funzionale all’inarrestabile consolidamento di Ottaviano e del principato.

Un sacrificio che interessò anche il ricordo dello stesso Gallo con due tipi di provvedimento: la damnatio memoriæ perpetrata attraverso il reimpiego dei documenti iconografici ed epigrafici (statuæ, imagines e monumenta) e la distruzione della sua produzione artistica; l’obscuritas mediante denigrazioni, generiche menzioni o silenzi negli autori a lui coevi (Ovidio, Tito Livio, Virgilio) e in quelli postumi (Floro, Plutarco, Velleio Patercolo).

 

Fabio Meloni 

Bibliografia essenziale:

  1. Hoffmann, M. Minas-Nerpel, S. Pfeiffer (2009; eds.), Die dreisprachige Stele des C. Cornelius Gallus, Übersetzung und Kommentar, W. De Gruyter GmbH, Berlin-New York.

G.E. Manzoni (1995), Foroiuliensis poeta: vita e poesia di Cornelio Gallo, Vita e Pensiero, Bologna.

  1. Rohr Vio (2011), Contro il principe. Congiure e dissenso nella Roma di Augusto, Pàtron Editore, Bologna.

E.M. Ciampini-F. Rohr Vio (2015; eds.), La lupa sul Nilo. Gaio Cornelio Gallo tra Roma e l’Egitto, Atti del Convegno, Venezia, 14/10/2013, Edizioni Ca’ Foscari, Venezia.

 

Sull’autore: Classe 1983, ha conseguito nel 2008 un Diploma di Laurea in Scienze Storiche con una tesi in Storia Romana presso l’Università degli Studi di Roma “La Sapienza”. Nel 2015 si è specializzato in Archeologia, sempre presso suddetto Ateneo, presentando una tesi in Antichità Romane. Da sempre appassionato di storia e in particolare della Storia di Roma e dei suoi molteplici aspetti, ha colto l’occasione di poter collaborare con lo staff di Renovatio Imperii per condividere con più persone possibili questa magnifica scienza umana che è la Storia.

 

 

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