La vita di Antinoo, Il bitinico amante di Adriano

La vita di Antinoo, Il bitinico amante di Adriano

Della vita di Antinoo si conosce ben poco. Nella Historia Romana (LXIX 11, 2) Cassio Dione riferisce che Antinoo nacque a Bithynium (Claudiopoli di Bitinia) tra il 110 e il 112 d.C. Il giorno della nascita, il 27 novembre, è invece noto da un’iscrizione marmorea da Lanuvio (CIL XIV, 2112 = ILS 7212). Introdotto insieme ad altri giovani alla corte di Adriano, ne divenne presto il favorito.

Nell’estate del 128 d.C. Adriano iniziò assieme ad Antinoo un grande viaggio che l’avrebbe condotto attraverso le province dell’impero.  Dopo più di un anno di permanenza in Grecia, l’imperatore visitò la Siria, l’Arabia, la Giudea e l’Egitto.

Navigando lungo il Nilo Adriano fece tappa ad Heliopolis, Menfi, Ossirinco ed Hermoupolis, nei cui pressi il 24 ottobre 130 d.C. Antinoo annegò. La tragica morte dell’amato giovane gettò nello sconforto Adriano che, come riporta l’Historia Augusta (XIV 6), pianse come una donna (muliebriter flevit).

Cassio Dione (HR LXIX 11, 2-3) riporta tre versioni della morte di Antinoo: la prima versione afferma che egli cadde nel Nilo, e che dunque si trattò di una disgrazia; la seconda versione riporta di un Antinoo che si sarebbe immolato; la terza versione narra del suicidio di Antinoo, gesto, questo, provocato o dall’amore per l’imperatore o dall’eccessivo piacere di compiacere gli oracoli da lui consultati.

Di queste versioni, si tende ad attenersi alla prima in quanto le altre sono considerate frutto di pettegolezzi ispirati dalla parte più intransigente e tradizionalista del Senato, che mai fece mistero di disdegnare la relazione pubblica tra i due nonché gli onori concessi da Adriano ad Antinoo dopo la prematura scomparsa.

Infatti alla morte del Bitinico il 30 ottobre 130 d.C. venne a lui dedicata la fondazione di Antinoupolis, che sorse nel luogo della drammatica dipartita. Non solo: egli fu dapprima eroizzato e poi divinizzato. Il luogo della scomparsa favorì l’equiparazione di Antinoo ad Hermes e, per sincretismo, a Thot. Le modalità della morte ne innescarono l’assimilazione ad Osiride e al suo corrispettivo Dioniso. Per alcune peculiarità cultuali del dio greco, come la fertilità e l’abbondanza della natura, Antinoo fu assimilato a divinità rustiche e rurali quali Iacco, Silvano, Vertumno, Aristeo, Pan.

La passione per l’arte venatoria da parte del bitinio, condivisa con Adriano, portò all’associazione con Diana. Vennero inoltre istituiti giochi in suo onore (Antinoeia) in tutta la Grecia: ad Eleusi e ad Atene furono indetti annuali agoni efebici; a Mantinea e ad Argo si dispose un agone penteterico. Infine, le effigie riprodotte su numerose monete greche e microasiatiche e su statue di culto (agalmata).

La promozione del culto di Antinoo servì ad Adriano non solo per onorare la memoria dell’amato giovane. L’assimilazione a diverse divinità risultò già funzionale per la politica religiosa elaborata dell’imperatore, basata sulla visione di un impero, e quindi di una ecumene, dalla natura composita in cui potessero coesistere molteplici tradizioni ed identità religiose e culturali.

Una visione che rifletteva l’atteggiamento di Adriano, efficacemente definito nel IV secolo d.C. dall’anonima Epitome de Caesaribus (XIV-XVI) come “versatile, molteplice e dalle diverse apparenze” (varius, multiplex, multiformis).

 

 

Fabio Meloni

 

Bibliografia essenziale:

– A.R. Birley (1997), Hadrian. The Restless Emperor, Routhledge, London-New York.
– M. Cadario (2012), “Le molteplici e mutevoli immagini di Antinoo”, in M. Sapelli Ragni (a cura di), Antinoo. Il fascino della bellezza, Electa, Milano, pp. 64-77.
– A. Galimberti (2007), Adriano e l’ideologia del principato, L’Erma di Bretschneider, Roma.
– M. Galli (2012), “Il culto e le immagini di Antinoo”, M. Sapelli Ragni (a cura di), Antinoo. Il fascino della bellezza, Electa, Milano, pp. 39-62.

 

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Sull’autore:

Classe 1983, ha conseguito nel 2008 un Diploma di Laurea in Scienze Storiche con una tesi in Storia Romana presso l’Università degli Studi di Roma “La Sapienza”. Nel 2015 si è specializzato in Archeologia, sempre presso suddetto Ateneo, presentando una tesi in Antichità Romane. Da sempre appassionato di storia e in particolare della Storia di Roma e dei suoi molteplici aspetti, ha colto l’occasione di poter collaborare con lo staff di Renovatio Imperii per condividere con più persone possibili questa magnifica scienza umana che è la Storia.

 

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