Per una nuova dottrina di sicurezza nazionale

Per una nuova dottrina di sicurezza nazionale

Qualche mese fa, il giornale russo Rossiskaya Gazeta ha intervistato1 Nikolai Patrushev, segretario del Consiglio di Sicurezza della Federazione Russa dal 2008.
Ivi l’esperto di sicurezza annunciava l’aggiornamento della strategia di sicurezza nazionale russa, la cui ultima revisione risale alla fine del 2015.
La nuova versione non ha rivoluzionato l’impianto fondamentale della strategia di sicurezza nazionale russa, visto che molti degli obiettivi restano grosso modo invariati (come ad esempio, obiettivi di difesa convenzionale dell’integrità territoriale della Federazione Russa); è tuttavia notevole il cambiamento di enfasi verso altri aspetti adesso ritenuti essere parte degli interessi vitali della Russia al pari di altri di importazione più classicamente istituzionale e securitaria2.

Nel documento (poi pubblicato nel luglio 2021), è eminente il nuovo ruolo che l’apparato statale russo intende riconoscere alla sicurezza informativa ed economica, che eguagliano la sicurezza in termini convenzionali di difesa nazionale per priorità. Si fa riferimento in particolare al “legittimo utilizzo di contromisure simmetriche e asimmetriche” per combattere e prevenire azioni da parte di paesi ostili che “minacciano la sovranità e l’integrità territoriale della Federazione Russa”3. La ricerca di uno “spazio informativo sicuro”4 sembra essere già pienamente in atto, visti i recentissimi test che (con successo) hanno disconnesso la Federazione Russa e le sue reti telematiche dal resto del mondo5.

Oltre a ciò, spicca nel nuovo documento l’accento che si pone sulla sfera economica come componente fondamentale della stabilità interna russa nella misura in cui un popolo abbiente e protetto da uno stato sociale sufficientemente sviluppato è significativamente più resistente a tentativi di infiltrazione, radicalizzazione e manipolazione da parte di attori esteri e interni. Pubblica istruzione, protezione dell’ambiente e una sanità pubblica funzionante vengono quindi rivalutati anche in quanto sfere dall’implicito valore securitario. Anche un incrementato sviluppo scientifico ed economico vengono nominati come obiettivi essenziali. Al di là della retorica, quanto e come verranno implementate le misure necessarie al raggiungimento di questi obiettivi resta da vedere.
Ma i temi della sovversione da parte di attori esteri e dell’infiltrazione dell’economia e della cultura nazionale non sono nuovi alla Russia; già nel famigerato discorso della Conferenza sulla Sicurezza di Monaco del 2007, Putin fece più di un riferimento all’asimmetria economico-politica fra opportunità e aspettative dell’Occidente verso la Russia6, oltre alla più nota presa di posizione contro le azioni statunitensi e occidentali degli anni 2000.

Per una nuova dottrina della sicurezza nazionale italiana

La crisi che ormai da 20 anni (e in maniera più accentuata, negli ultimi 10 anni) ha relegato l’Italia a paese secondario non solo a livello mondiale, ma anche nello spazio del fu Mare Nostrum ha rivelato l’inettitudine e la compiacenza dei quadri dirigenziali nazionali della Seconda Repubblica verso un ordine internazionale che vuole un’Italia periferica e limitata sullo scacchiere globale e regionale.
Le criticità infrastrutturali, economiche, sociali aggravate dalla mancanza di visione geoeconomica e geostrategica del mondo istituzionale italiano hanno comportato un declino interno ed internazionale ormai intollerabile.

Le innumerevoli acquisizioni di aziende impegnate in settori anche di rilevanza strategica nazionale negli ultimi anni, gli squilibri nello sviluppo di infrastrutture chiave del paese, la disgregazione del morale interno subita anche per via della totale subordinazione al paradigma politico-ideologico neoliberale, e l’appiattimento di politiche culturali, industriali, energetiche, sociali e demografiche sul più arido approccio laissez-faire mai visto nella sfera neolatina, in aggiunta al disastro pandemico richiedono una rivalutazione delle priorità del paese anche in ottica di sicurezza nazionale, necessitando un nuovo approccio sulla falsariga di quello delineato dal Consiglio di Sicurezza della Federazione Russa applicato alla situazione italiana.
L’inclusione in una nuova dottrina della sicurezza nazionale anche di ambiti tradizionalmente studiati solo in chiave economica e abbandonati a se stessi da decenni permetterebbe di riscoprirne il valore in ottica di stabilità interna e autonomia strategica. La nuova era delle competizioni strategiche ha ormai reso evidente l’inadeguatezza di una visione lassista e passiva dello Stato in ottica geostrategica.

 

Orlando Miceli

 

1 https://rg.ru/2021/05/31/patrushev-raskryl-neizvestnye-podrobnosti-zhenevskoj-vstrechi-s-sallivanom.html [LINK]

2 https://www.ndc.nato.int/research/research.php?icode=704 [LINK]

3 https://southfront.org/russia-updates-national-security-strategy-with-a-focus-on-foreign-and-domestic-subversion/ [LINK]

4 Idem.

5 https://news.trust.org/item/20210722094330-21wee [LINK]

6 https://www.youtube.com/watch?v=vf90nezYKwY [LINK]